ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
Hotel Alexander
L'Hotel Alexander Terme è situato direttamente sul mare, a 2 passi dallo shopping center di Ischia Porto. L' Hotel offre: Reparto termale interno piscina termale, parcheggio privato, Ampio terrazzo solari
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E' la cima più alta dell'isola d'Ischia e
raggiunge i 789 metri. Al suo nome si sono dati diverse derivazioni, ma
le più attendibili sono: Epopon o Epopos che significa "io miro", "io
guardo" (D'Aloysio e Verlicchi); altri (Baldino) fanno derivare il nome
Epomeo dal greco Epopeus (in latino Epomeus) "guarda intor no".
Ziccardi riferisce anche un'altra etimologia: Epopon, ovvero "monte che
sovrasta tutte le sorgenti". Per Lamartine l'Epomeo era «luogo
paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si
espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna
potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo. L'Epomeo, sorto
da una potente eruzione vulcanica, ha presieduto da signore tutti gli
altri movimenti tellurici dell'isola; un tempo vulcano molto attivo;
noto e temuto anche nell'età romana, ebbe violente eruzioni, fino
all'ultima registrata, nel 1301, quando avvenne la famosa eruzione
dell'Arso, oggi ancora ridente di ville.
La sua vetta si può raggiungere, tra percorsi di suggestione
incredibile, muovendosi da Fontana: sventrate le pendici del monte, una
strada asfaltata vi condurrà a soli venti minuti di cammino dalla cima.
Salendo, a piedi o cavalcando uno degli asinelli che sempre aspetta a
Fontana, tra pendici, margini di valloni, selve e piani, colli,
giravolte, si giunge alla sommità dov e
si potranno mirare l'Eremo di San Nicola e il Picco dell'Epomeo.
La vetta è costituita da un enorme masso di tufo verde nel quale sono
scavati i locali dell'ex eremo e la chiesetta dedicata a S. Nicola di
Bari. Una volta in cima, l'anima si stacca dalle bassezze del mondo
e in quella bellezza di luce e aria pura si spiritualizza quasi
afferrando visioni d'infinito. Ischia balneare, Ischia chiassosa, Ischia
notturna, qui vengono messe da parte e il turista gode sublimi visioni,
e l'isola, tra le tante attrattive turistiche, offre anche tanta pace e
solitudine. Qui sono banditi gli impegni e tutto ciò che ha reso schiavo
l'uomo. Qui si respira in libertà e a pieni polmoni aria ossigenata,
fuggendo ai ripetuti sguardi di occhi indiscreti, correndo per le aperte
campagne e in cima al monte.
Una giornata all'Epomeo rimarrà indelebile: da questo mondo di fascino e
di purezza si godono panorami esaltanti; si domina l'intera isola, si
possono ammirare Capri, Ponza, a quasi cento chilometri di distanza,
Gaeta a Nord. A mezzogiorno il mare si perde verso lontani lidi, mentre
a Est si presenta Napoli con il suo Vesuvio, e giù fino alla catena dei
Lattari ed alla penisola Sorrentina.
Ma l'Epomeo è colmo anche di anni di storia civile e religiosa:
il turista, giungendo sulla cima del monte trova scavata nella roccia
tufacea una chiesetta con annesse celle e corridoi che portano da un
lato all'altro della montagna. La chiesetta già esisteva nel 1459, come
conferma Pontano nel suo «DE BELLO NEAPOLITANO», nel quale racconta,
parlando della battaglia tra Giovanni D'Angiò e le truppe
dell'Ammiraglio Poo, che questi ascendeva silenziosamente l'Epomeo in
cima al quale, vi era una chiesetta dedicata a San Nicola di Bari. Non
si è storicamente sicuri di quanto furono scavate le grotte e se
servirono di rifugio al cristiani nei primi tempi del cristianesimo
oppure furono agli abitanti dell'isola che vi si trinceravano per
sfuggire agli assalti dei pirati. Quest'ultima tesi viene supportata dal
fatto che da un lato del monte sino al 1464 esisteva una bastia,
costruita già da molto tempo, proprio per accogliere gli isolani dai
frequenti e improvvisi attacchi del turchi. L'Epomeo durante le
incursioni dei pirati e nel periodo di ogni guerra fu un ottimo punto di
avvistamento. Le terre napoletane e romane venivano avvisate con potenti
fumate dal pericolo di navi nemiche, fossero esse navi pirate o legni
nemici. Ora che le vele dei pirati naviganti nel golfo sono passate alla
legenda, e che sono scomparsi i fragori delle armi e le barbe fluenti
dei misteriosi eremiti, per gli antri di tufo verdastro, sulla cima
rinnovata dal progresso, un albergo modesto, senza le civetterie
cittadine, ma arredato di un comfort di una vita semplice, accoglie il
turista. Le celle sono state trasformate in stanzette rustiche ma
decenti, nel corridoio dal profumo di calce viva non vi sono pitture ne
decorazioni dallo stile classico, ma il sole che dipinge coi suoi colori
quando sorge e quando tramonta, mentre l'allegria viene offerta dagli
usignoli e dalle cinciallegre. |
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