ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
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| LA
COPPA DI NESTORE |
Il più antico documento di
lingua greca: ipotesi ed interpretazioni
L’iscrizione più antica della lingua
greca comparve in epigrafe ad uno skyfos (cioè una tazza piccola,
larga non più di 10 cm, di uso quotidiano) rinvenuto negli scavi di
Ischia del 1955 e fu pubblicata da Russo e Buchner. Se per la sua
datazione facesse fede la tipologia della tazza, si converrebbe che
è un modello rodio in auge approssimativamente
nel 725 a.C., ma parrebbe ostare a questa cronologia la grafia molto
più evoluta: confrontando infatti questa iscrizione al quasi coevo
vaso di Dypi lon
si constata l’assenza della cosiddetta alpha coricata,
caratteristica della più antica scrittura greca. Si è voluto
comunque ipotizzare che l’iscrizione sia stata graffita
successivamente al suo supporto, ma la maggior parte degli studiosi
ritiene che siano coevi in base all’assenza della distinzione di
quantità per i suoni “e” ed “o”, inizialmente adottata nel solo dialetto
ionico e trapiantata in Attica nel 402/401. L’iscrizione corre su un
intero lato dello skyfos con grafia non bustrofedica ed ha una base
metrica (contrariamente alla gran parte delle iscrizioni antiche),
resa più evidente dalla formazione di tre versi, posti in tre righe
successive senza applicazione della scriptio continua. Le parole
sono infatti separate fra loro, sia pur sporadicamente, dai due
punti. Il testo recita Nestoros eimi eupoton poterion/ os d’an tude
piesi poteriu autika keinon/ imeros airesei kallistefanu Afrodites (
Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa/subito
lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona). Il
Nestoros in incipit richiama l’omonima coppa descritta nell’XI libro
dell’Iliade, tanto grande che occorrevano quattro persone per
spostarla e tale da porsi in netto contrasto con il piccolo skyfos
della incisione. In questo caso al posto di eimì, classico cliché
delle formule di proprietà, andrebbe letto Erroi, ossia “vada al
diavolo” e l’iscrizione contrapporrebbe all’arida realtà bellica ed
eroica del mondo classico il mondo lezioso e dolce dell’amore. La
variante sarebbe anche paleograficamente possibile: se la quantità
non è distinta, al posto di EIMI si avrebbe EMI e una M, per di più
lacunosa potrebbe essere facilmente sostituita dalla doppia rho. IL
primo verso è un asinarteto, ossia è formato da versicoli non
connessi ma messi insieme senza struttura omogenea. Distinguiamo due
cola distinti :Nestoros eimi è un adonio,(LBB LI, colon antichissimo
che costituisce la parte finale dell’esametro dattilico) ed eupoton
poterion è un ecizio (LB LB LB I, dove L sta per sillaba lunga, B
per breve, I per indifferens) Gli ultimi due versi sono esametri
dattilici, e anche dialettologicamente si usa un lessico formulare
di tipo omerico. |
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