ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
Ital Ambiente S.r.l.
LA ITAL AMBIENTE Srl nasce nel 1999, iscritta all’Albo delle Imprese che effettuano il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti inerti e assimilati provenienti da costruzioni demolizioni e scavi e restauri
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Ischia é un'isola dal
fascino indiscutibile che richiama turisti da tutto il mondo;
l'isola verde
che fa sognare poeti e innamorati, l'isola dell'eterna
primavera, con il suo mare sempre blu, con le sue spiagge,
con la sua natura rigogliosa, con le sue meravigliose
bellezze, con il suo clima dolce, con i sui
limoni, con le sue pinete, con i suoi
intensi profumi.
Come tutte le isole del golfo di Napoli é di origine
vulcanica ed anche se i suoi vulcani sono spenti da
centinaia di anni, i loro fenomeni si fanno ancora sentire sotto la
superficie dell'isola; basti pensare alle sabbie calde dei
Maronti ed alle
sorgenti termali che abbondano su tutto il territorio e e si trovano
perfino dentro il mare. La sorgente con la più alta temperatura é
Cava Scura con 86 gradi centigradi.
L'isola
ha una superficie di
46 Km,
con una popolazione di circa
60.000 abitanti
divisi in sei comuni; il più importante, Ischia, ha dato il nome a
tutta l'isola. Ma Ischia non é solo questo: non é solo mare, sole e
verde ma é importante anhe la sua storia millenaria essendo stata
la prima colonia greca in occidente.
Lisola d'Ischia é stata certamente abitata sin dai tempi della
preistoria; reperti appartenenti al Neolitico Medio
Superiore dimostrano che insediamenti umani appartenenti all'età del
Ferro e all'atà del Bronzo, erano presenti sull'isola. Ma il vero
insediamento umano di Pithecusa,
antico nome dell'isola, si è avuto intorno al 776 - 760 a.C., molto
prima della fondazione di Cuma (750 a.C.), da parte di colonie
greche provenienti da Calcide e da Eritra, le due
principali città dellisola di Eubea. Navigando il Mediterraneo per
miglia e miglia, da Oriente ad Occidente del grande bacino, i nostri
progenitori si fermarono su di un'isola per tanti aspetti simile a
quella che avevano lasciato trovando condizioni favorevoli per
impiantare vigneti ed uliveti come in Grecia e per
coltivare il grano.
Trovarono anche materiale per la produzione di oggetti di
ceramica, arte in cui erano specializzati, e che poi
esportavano in tutto il Mediterraneo.
Si dedicarono anche alla lavorazione di metalli, importando
ferro e rame dall'isola d'Elba. Ricrearono quindi, sulla nuova
isola, le stesse attività che svolgevano su quella da cui erano
partiti, sviluppando e ampiando la rete dei loro commerci con gli
Etruschi, con i Tirreni e con gli altri popoli rivieraschi. Fu anche
da Pithecusa che si diffuse fra i popoli latini l'uso dell'alfabeto
greco-calcidese usato per primo dagli Etruschi.
Purtroppo le tensioni esistenti nella madre patria si fecero sentire
anche tra le due colonie dell'isola e presto iniziò il progressivo
declino dell'importanza di Pithecusa.
Presenza di insediamenti di colonie greche sulla nostra isola sono
testimoniate dal gran numero di reperti custoditi nel museo
archeologico di "VILLA ARBUSTO" e nel museo di "SANTA
RESTITUTA"diLacco Ameno.
Villa
Arbusto
non é solo la sede del nuovo museo archeologico di Pithecusa, ma é
anche un magnifico giardino dove la maravigliosa
vegetazione si unisce alla bellezza dei colonnati, dei pergolati ed
alla grande varietà di piante: arbusti ed alberi di ulivo, pini,
cipressi ma anche da una grandissima quantità di piante
esotiche e orientali e da primavera, fino ad autunno inoltrato,
il parco di Villa Arbusto é un vero trionfo di colori in tutte le
sfumature possibili e di profumi dalle fragranze inebrianti. Colui
che ha legato il suo nome al rinvenimento dei primi insediamenti
greci su Pithecusa é il prof. dott. Giorgio Buchner.
Nato da padre tedesco e madre veneta, il prof. Buchner si appassionò
alla storia dell'isola e invece di studiare biologia, come era
desiderio del padre, studiò archeologia e dall'anno 1952 iniziò la
sua opera di scavi prima sulla collina del
Castiglione, poi nella baia di San Montano
portando così alla luce i numerosi reperti che fanno la storia della
nostra isola.
Il gioiello del museo di Villa Arbusto è il ritrovamento da patre
del prof. Buchner della "Coppa
di Nestore".
Si tratta di una Kotyle rodia tardo-geometrica con iscrizioni in
alfabeto calcidese. L'iscrizione così recita: " Io sono la coppa di
Nestore in cui é piacevole bere. Ma chi beve da questa coppa subito
sarà preso da desiderio di Afrodite".
Un altro nome importante nella ricostruzione della storia
archeologica dell'isola d' Ischia é quello di don Pietro
Monti, archeologo per passione. La sua passione
per l'archeologia nasce dalla sostituzione di un pavimento nella
chiesa di Santa Restituta in Lacco Ameno; andando a scavare
sempre più in profondità, don Pietro trovò tracce di
insediamenti greci e poi di epoca romana e paleocristiana.
Di lì la sua passione per i "cocci"; oggi é in
grado di individuare l'impasto, l'epoca di fabbricazione, la
provenienza di ogni reperto di ceramica rinvenuto sull'isola.
Con l'età romana, Pithecusa assunse il nome di Aenaria
e divenne luogo residenziale e di villeggiatura specialmente per le
presenza sull'isola di acque termali.
Poi, Aenaria, attaccata dai pirati e soggetta a continui terremoti,
fu ceduta da Augusto a Napoli in cambio di Capri e da quel momento
la sua storia si intrecciò con quella di Napoli.
Dall'anno
1000 l'isola prese definitivamente il nome di Ischia
e da allora sull'isola si susseguirono dominazioni di Vandali e
Saraceni, Bizantini e Normanni, Francesi e Spagnoli.
Infine nel 1438 Alfonso d'Aragona si impadronì definitivamente
dell'isola e si insediò nel castello che sorgeva su di un isolotto
fortificato che da lui prese il nome di "Castello Aragonese" e che
per secoli segnò il rifugio di tutta la popolazione del borgo per
sfuggire agli assalti dei nemici Barbari e Saraceni. |
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