ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
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Ischia è l'ideale per le escursioni Ne
sono possibili numerosissime per le varie località e per le frazioni di
cui è costellata l'intera isola. Ci si limita a suggerirne alcune che si
ritiene indispensabili.
1) Da Ischia al Montagnone ( h. m. 255). - Notevole per le incantevoli
vedute che vi si godono, con la cabinovia.
2) Da Ischia a Fiaiano al Lido dei Maronti (km 6,7) - Da Piazza del
Redentore si segue la vecchia strada per Casamicciola, che più avanti,
si abbandona girando a sinistra e cominciando a salire il versante
orientale del Montagnone. La strada rasenta il cratere dell'Arso e
giunge km 2.2, all'ameno borgo di Fiaiano. Si continua in direzione
quasi pianeggiando e si tocca la quota massima di 200 metri; attraverso
una rapida discesa si giunge km 3 al borgo di Piedimonte m 157. Dal
largo della chiesa la strada la S.S. Barano Ischia, e scende rasentando
il cratere Vatellero, quindi risale al quadrivio sotto Barano d'Ischia m
162, da dove scende a km 5,2 al borgo di Testaccio, e, al Lido dei
Maronti
3) Da Casamicciola Terme al Monte. Trippodi (h m 502) a Fiaiano. - Da
Corso Vittorio Emanuele presso la chiesa di S. Pasquale si segue la
strada del Monte Rotaro in direzione fino a quota 200 m., dove un
sentiero raggiunta quota 217, immette direttamente nel cratere di Fondo
d'Olio coperto di alberi. Di qui si può in breve salire a quota 266 di
Monte Rotaro da dove si gode un incantevole panorama. Seguendo la
strada, la si segue fino a un gruppetto di case e alla Chiesa del
Crocifisso del Rotaro da dove si segue la mulattiera in salita fino a
quota 320; proseguendo per 250 m nella costa di Monte Toppo, poi si
svolta a sinistra e si giunge alla vetta del M. Trippodi m 502,
rivestito di boschi di castagno; sulla cima è un'ampia spianata,
belvedere incantevole sull'isola.
Per discendere, guardando il Castello d'Ischia, si prende il sentiero a
sinistra, continuato da una mulattiera che scende alla strada
dell'acquedotto. Di là, a destra si va a Fiaiano.
4) Da Casamicciola al Monte Epomeo (h. 788 ). - Da Piazza Maio si prende
una mulattiera costeggiando una piccola cava; a un bivio si tiene a
sinistra, si passa sopra la Pietra del Turco ( h. m. 207) e si arriva
all'inizio di Cava Fontana (h. m 275), poi all'angolo di Punta
Spinazzola (h. m. 303). Di qui si inizia una ripida salita che tra
castagni conduce a Colle Ietto (h. m. 589), una cresta sovrastante i
Piani di S. Paolo. Si prende una mulattiera che incontra a quota 647 la
mulattiera proveniente da Fontana e seguendola si sale all'Eremo e alla
vetta del M. Epomeo.
5) Da Forio al Monte Epomeo (h. 788 ). - Da Piazza Maria Immacolata si
prosegue per Via Monterone tra colline a vigneti, sino al sottopassaggio
delle Terme Castaldi; dopo pochi passi si lascia una deviazione a
sinistra e una a destra e si prosegue verso un bivio, dal quale partono
due mulattiere si segue quella a destra che giunge ad scavata nella
roccia; si sale a S. Maria del Monte (m. 401) delizioso borgo con una
chiesetta dalla cui terrazza si gode un bellissimo panorama. Si continua
tra boschi di castagno fino a un quadrivio da cui si sale alla Pietra
Berciata (h. M. 550); da qui attraverso un brullo pendio fino a un
ciglione tra la Pietra del Cantarello e l'Epomeo da dove si perviene
all'Eremo.
6) Ascensione al Monte Epomeo (h. m. 788) . Si prende la strada che si
stacca dalla Statale all'uscita da Fontana e si dirige lungo l'orrido di
Curtodonni. Dopo Km 1.4, si abbandona la strada, per seguire una
mulattiera che in breve giunge a un ripiano dove sono l'Eremo e la
Chiesa di S. Nicola (H. M. 767). Poco dopo si giunge in vetta (min. 45)
al M. Epomeo m 788, massima elevazione dell'isola, costituito dl tufo
vulcanico verdastro. L'Epomeo è il punto più elevato del contorno
craterico che va da Serrara a Barano e che ha il centro all'incirca a
Fontana.
Il contorno dall'Epomeo a Serrara prende successivamente i nomi di
Pietra del Ganterello, Pietra dell'Acqua, Frassitelli; il contorno verso
Barano i nomi di Montagna Bianca (h. m. 786), Ciglioni, Turretella,
Ietto, Trippodi. Dalla vetta si gode un vastissimo e splendido panorama:
l'isola è tutta ben visibile con i suoi contorni che spiccano nel
cobalto del mare. Il panorama ha un raggio di quasi 108 Km: Ventotene, a
40 Km, e, all'orizzonte, le Pontine, la costa tirrena fin oltre il Monte
Circeo, i Lepini, gli Aurunci, il Golfo di Gaeta, il Monte Mássico, il
Monte di Roccamonfina, il Matese, i Campi Flegrei, il Monte Taburno, il
Vesuvio col Golfo di Napoli, i Monti Lattari e la costa Sorrentina, tra
la Punta della Campanella e Capri, i monti del Cilento. Si consiglia di
fare l'ascensione prima dell'alba assistendo dalla vetta al magico
spettacolo dell'alba, dell'aurora e del sorgere del sole o in una notte
di plenilunio, guardando Forío nella candida luce come una città
orientale e il tramonto della luna nel mare.
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