ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
Hotel Terme Fiola
L'Hotel Terme Fiola è un albergo a tre stelle,cotruito sopra alle antiche terme V.Fiola risalenti all'anno 1884
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Turismo
L'economia dell'isola è naturalmente basata sul turismo, infatti la
maggior parte del territorio è organiz zato
e adibito alla ricezione dei turisti. La ricettività alberghiera ed
extra-alberghiera è di circa 40 mila posti letto (gli alberghi sono
289 e gli esercizi di fittacamera sono oltre 2 mila) pari ad oltre
un terzo dell'intera ricettività turistica della Regione Campania.
Le presenze turistiche raggiungono ormai dal 1989 oltre 4 milioni di
cui oltre il 60% straniere.
Il fatturato diretto ed indotto supera i 500 miliardi di lire annue,
gli addetti al settore turistico superano le 6.000 unità.
Oltre il 70% dei 289 alberghi ha annesso lo stabilimento termale e
ben 122 sono gli stabilimenti convenzionati con il Sistema Sanitario
Nazionale.
Agricoltura
Ris orsa
fondamentale dell'isola finora è stata l'agricoltura. Ischia sembra
essere stata senza dubbio un'isola volta più all'interno, cioè
all'agricoltura, che al mare. L'abitato costiero per
eccellenza, quello di Forio, è sempre stato soprattutto il
principale distretto agrario dell'isola.
I traffici stessi erano, in passato, in funzione dell'attività
agricola:i velieri trasportavano vino da Lacco Ameno, Forio ed
Ischia a Roma, attraverso Civitavecchia, ed a Genova.
Oggi prosperano invece soprattutto in funzione al turismo.
Agricoltura va intesa, a Ischia, nel senso di viticoltura, e della
vite segue gli alti e bassi.
Con il dopoguerra, lo sviluppo del termalismo e del turismo, che era
già iniziato nei primi decenni del secolo, riprese, con un ritmo
progressivo ed inarrestabile, di pari passo con il generale
miglioramento del tenore di vita in Italia, mutando completamente
volto all'economia dell'isola. Tutto ciò a danno dell'agricoltura
che, dal canto suo, dava redditi sempre minori sottoposta com'era,
oltretutto a frequenti crisi di prezzi dell'uva e dei vini.
Si cerca di porre rimedio a tale progressiva decadenza, sostituendo
al vigneto altre colture più redditizie e di più facile e pronto
smercio del vino. Malgrado ciò l'agricoltura resta una risorsa
tuttora importante per una parte degli ischitani, soprattutto per
quelli del versante meridionale dell'isola, meno favorito
morfologicamente e quindi più chiuso all'indubbio progresso che si
accompagna allo sviluppo del turismo.
Pesca
Tra le attività tradizionali degli ischitani, la pesca e la
marineria sono sempre state quelle di minor rilievo, sebbene l'isola
sia, specie sul versante costiero settentrionale, ricca di approdi e
spiagge.
Un tempo, tuttavia, la percentuale degli isolani dediti alla pesca
ed ai traffici marittimi era, senza dubbio, maggiore di quanto non
sia oggi. Il versante settentrionale dell'isola, le cui coste basse
scendono dolcemente sotto il livello del mare con un'ampia
piattaforma costiera, fino ai 200m., si apre su un tratto di mare
favorevole alla pesca costiera ed ospita il maggior numero di
pescatori.
Meno favorite le coste orientali, prive di approdi, e soprattutto
quelle meridionali, subito al largo delle quali il mare raggiunge
notevoli profondità (più di 500m).
Centro peschereccio per eccellenza è dunque Ischia Ponte, che ospita
poco più della metà dei pescatori, mentre il resto è suddiviso tra
gli altri centri, con prevalenza di Forio, seguita da Sant'Angelo,
Testaccio, Lacco Ameno.
Il periodo più favorevole per la pesca è, come è noto, quello estivo
da maggio ad ottobre, tuttavia parecchi pescatori ischitani
abbandonano da giugno ad agosto le acque della Campania, migrando
temporaneamente verso il pescoso medio ed alto Tirreno. |
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