ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
Hotel Ulisse
Il Nostro Hotel, tranquillo e familiare, si trova a due passi dal mare e dal centro elegante di Ischia porto.
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Luchino VIsconti Nato a Milano il 2
Novembre 1906, scomparso a Roma il
17
marzo 1976
Regista e sceneggiatore italiano
Il venticinquesimo anniversario della scomparsa del grande Maestro
Luchino Visconti coincide con un risultato straordinariamente importante
per la comunità di Forio: l'apertura al pubblico della Villa La
Colombaia, dimora del regista che ospiterà una Scuola Internazionale di
Cinema e di Teatro. Grazie alla Colombaia, Forio diventa un punto di
riferimento culturale di rilievo europeo, recuperando quel ruolo di
crocevia di esperienze, sensibilità e valori che negli anni '50 ne fece
un cenacolo di intellettuali e artisti di primo piano.
l suo nome si collega ad un capolavoro:
Il Gattopardo, 1963. Una di quelle pellicole entrate nella storia del
nostro cinema: la bellezza di una giovanissima Claudia Cardinale accanto
alla carismatica presenza del Principe Don Fabrizio di Salina, alias
Burt Lancaster.
Si avvicina al cinema nel 1936, come aiuto di Jean Renoir, cineasta
francese figlio del famoso pittore Auguste. La sua op era
prima risale al 1943 e s'intitola Ossessione: uno specchio della realtà
nazionale di allora, commisto a spunti culturali diversi, da quelli
francesi a quelli nordamericani.
Cinque anni dopo, ispirato dal capolavoro verghiano I Malavoglia, porta
sullo schermo La terra trema . Dove, con toni epici e lirici di profonda
intensità, offre uno struggente ritratto sociale. Da allora si
susseguono pellicole quali Bellissima, 1952, Senso del 1954, Le notti
bianche, 1957 e poi il famoso Rocco e i suoi fratelli , del 1960.
Vibrante storia di una vedova e i suoi cinque figli: una famiglia di cui
narra la lenta, tragica disgregazione, cominciata per l'amore di una
stessa ragazza. Un capolavoro ricco di richiami letterari, da Mann a
Dostoevskij, nell'eterna lotta dualistica tra bene e male. Una pellicola
dai forti sentimenti e dalle scene dure, sulla quale piomba la scure
della censura: nell'episodio dello stupro di Nadia. Col passare degli
anni, il suo gusto per il preziosismo e la rifinitura aumenta. Eccolo
dirigere l'apocalittico La caduta degli Dei, 1969, l'indimenticabile e
tormentato Morte a Venezia 1971, fino al drammatico Ludwig. Uno dei
grandi meriti di Visconti è quello di aver sprovincializzato, con la sua
visione cosmopolita, le consuetudini sceniche italiane. Con lui il
regista non solo dirige, ma ricrea e interpreta lo spettacolo: che sia
teatrale o cinematografico. Non lasciò mai il teatro. Dal 1946 al 1960
allestì diverse performance tratte dalle opere di Cocteau, Sartre,
Cechov, Goldoni e tanti altri, quasi sempre con la compagnia
Morelli-Stoppa. Nel 1954 esordisce come regista di teatro lirico in La
vestale
di Spontini. È stato considerato a lungo come l'antesignano di una
cultura nuova, d'ampio respiro, nazional popolare. Si rivela come un
protagonista dello spettacolo, amante del particolare, raffinato e
coinvolgente, affascinato dai contrari e dalle contraddizioni. |
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