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ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
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Villa Pisani dopo il Terremoto del 28
Luglio 1883
Casamicciola ha ispirato il PEER GYNT
Quando la Prussia di Bismark invase la Danimarca, Ibsen, che credeva
nello Scandinavismo, si aspettava che la Svezia e la Norvegia corressero
in aiuto della consorella, invece l'indifferenza generale ai suoi
appelli, lo indignarono a tal punto da fargli preferire l'esilio
volontario alla patria.
Venne in Italia e sbarcò a Casamicciola (Isola d'Ischia) il 20 Maggio
1867 con la moglie Susanna ed il fi glio
di otto anni Sigurd. Lo aveva preceduto a Casamicciola
l'amico danese Vilhelm Bergsöe, giunto il 3 Maggio con un fratello ed
una sorella.
Ibsen alloggiò presso l'Albergo Europa (Villa Pisani).
Ibsen era un abitudinario, regolava la sua giornata su un ritmo costante
e inalterato. Si levava al primo chiarore dell'alba, e al mattino, lo si
vedeva immancabilmente passegiare solitario e pensoso per i sentieri
della campagna. Al ritorno si sedeva sulla terrazza dell'albergo. Quì
gli veniva servita la colazione. Continuava quindi a rimanere là a
contemplare il mare, fino a quando suonava l'orologio di Piazza Maio. E
mentre la moglie ed il figlio si preparavano ad andare in spiaggia, lui
rientrava in camera a lavorare sul suo nuovo dramma, il Peer Gynt.
Insieme all'amico Bergsöe facevano la solita passeggiata serale sempre
alla stessa ora attraversando Casamicciola e seguendo la strada calda e
polverosa verso Forio.
A quell'epoca il centro di Casamicciola (Piazza Maio) era composto dalla
Chiesa Parrocchiale di San Severino e della Maddalena a tre navate, di
lato il campanile con l'orologio. Ai fianchi vi era una linea di
fabbricati in forma quadrata ove, lungo settanta metri, c'erano la
Confraternita originaria di Santa Maria della Pietà, la Gendarmeria, il
Comune, due Spezierie, il Gran Caffè, lo spaccio dei Sali e Tabacchi, la
panetteria ed altri due o tre negozi.
Alle 5 del mattino del 15 agosto 1867 Ibsen e Bergsöe partirono per una
gita in montagna, passarono l'intera giornata girando per i monti
fermandosi molto in alto presso un contadino che aveva una cantina
scavata nella montagna, a sera scendendo per i sentieri che li
riportavano a Piazza maio, un tremendo terremoto comiciò a far loro
venir meno il sentiero da sotto i piedi franando e trascinandoli.
Riuscirono a raggiungere gli alberghi con i vestiti pieni di polvere e
con qualche graffio. Il terremoto non causò danni alle abitazioni. Ma
Ibsen fù così impressionato dalla spaccatura che presentava il campanile
della Chiesa parrocchiale che era situata in Piazza Maio, che
all'indomani partì per Sorrento.
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