ISCHIA, ischia, IsChIa, iScHiA
Residence Vipama
Ubicato in zona collinare nel centro
di un estesissimo vigneto,a 900mt
dalla spiaggia di Citara
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Un'altra collana di studi riguarda le acque termo-minerali dell'isola e
fenomeni affini come fumarole, stufe, sabbie calde, ecc. Queste termali
egli le ha enumerate e sistematicamente investigate. Per quelle vicine
al mare, trovò una relazione tra la temperatura, il deflusso ed il
livello del mare. Consiste in questo, che quando il mare è basso per la
presenza di anticicloni, il deflusso è minore ed è minore la temperatura
della termale. Invece quando il livello del mare è alto perde pressioni
atmosferiche, il deflusso della termale è maggiore e maggiore è la
temperatura. Queste relazioni sono messe in evidenza in base a numerose
osservazioni discusse coi più svariati artefici dell'analisi matematica
nella quale era maestro. Tale campo di studi sulle termali non è ancora
chiuso, ma intanto certe variazioni termiche, che per l'addietro
destavano timori, in oggi trovano spiegazioni nello stato della marea.
In quei giorni così tristi per lui, chi potrà mai dire la dolorosa
impressione che quella misura ebbe a procurargli? Ben vero che un
successivo articolo del decreto spiegava che l'Osservatorio di
Casamicciola sarebbe stato trasferito a Trieste: e che da lettere
private egli seppe che molti desideravano che egli avesse accettato la
direzione di quel nuovo Osservatorio (3). Non è a dire quanto sia stato
lusingato, in un primo tempo, dal miraggio di sapere che, per volontà
concorde di tanti, era disegnato alla Direzione dell'Osservatorio di
Trieste. Trieste la sua città nativa redenta! Ciò leniva il dispiacere
di lasciare l'isola amata e di veder soppresso l'Osservatorio pel quale
aveva tanto lavorato e lottato. Restava il disappunto di apprendere che
a Trieste gli apparecchi sismici erano stati tolti da Bosco Pontini e
portati nell'ubicazione di Sant'Andrea, a riguardo della quale il
Grablovitz diceva : " un Wiechert ben regolato, non farà che registrare
fedelmente ogni flutto di mare ed ogni passaggio di veicoli tramviari e
ferroviari". Restava anche da risolvere la questione delle camere da
studio, da biblioteca, da archivio e dell'alloggio del personale.....
La complicata questione degli alloggi andò anchessa per le lunghe e
tanto, che senza essere decisa, fu preceduta da un decreto di
collocamento a riposo del Prof. Grablovitz per raggiungimento dell'età e
degli anni di servizio.
Per quanto il provvedimento sia stato mitigato, grazie all'animo buono
del Prof. Palazzo che ottenne che al Grablovitz fosse conservato l'uso
temporaneo dell'alloggio nei locali demaniali dell'Osservatorio di
Casamicciola fino al completo trasferimento della suppellettile
scientifica a Trieste, e gli venisse conferito il titolo di Direttore
Onorario, era la fine!
Vecchio di ottantadue anni, angustiato da sventure domestiche, infermo
da quattro mesi, ripetutamente attaccato da paralisi e travagliato per
la perdita della vista vide con rassegnazione approssimarsi la fine e
serenamente spirò addì 19 settembre 1928.
Attorno al feretro che trasportò all'ultima dimora la salma del Prof.
Grablovitz, si adunò, in pietoso plebiscito di dolore, tutta
Casamicciola, ed il superiore nostro Ministero ed il nostro ufficio
Centrale vi erano rappresentati. Tra la generale commozione egli fu
inumato non lungi dov'è la tomba della figlia primogenita; quella
Teresina che soleva coadiuvarlo e che aveva tanto amor filiale e tanta
devozione per il servizio che, febbricitante, l'anno della spagnola, si
alzava per compiere lei le osservazioni che il padre pur ammalato non
poteva effettuare.
Oggi giorno l'altra figlia Antonietta che da dieci anni a questa parte
anche sostituiva il padre, regge con abilità e diligenza il privato
Osservatorio di Casamicciola e ne cura la conservazione provvisoria. In
qualità di diurnista fa il servizio di osservazione e di custodia fino a
quando si trasferirà il materiale ( libri e strumenti )
nell'Osservatorio di Trieste. Sia permesso a chi ha redatto questa
necrologia citare agli uomini di cuore lo strazio della famiglia
Grablovitz disorientata dal fatto che mentre da ogni parte del Mondo
sente vantata l'opera del suo capo famiglia, deve assistere alla
demolizione dell'opera paterna. A nome di molti mi sia permesso qui di
dichiarare che la fatale decisione della soppressione dell'Osservatorio
di Casamicciola per nulla intacca l'opera meritoria del Prof. Grablovitz.
E sia loro di conforto sapere che nella città d'origine Trieste, i
cimeli scientifici del genitore troveranno anche più onorifica sede.
Altro motivo di soddisfazione per la famiglia sta nel fatto che il
servizio idrografico del Ministero dei lavori Pubblici, prendendo in
consegna l'impianto mareografico di Porto d'Ischia tre mesi dopo la
morte dell'uomo, alla dichiarazione che il mareografo e tutto il
materiale consegnato ( dopo un lavoro di trentasette anni ) è in buono
stato di conservazione, aggiunge un largo cenno di riconoscimento pel
valore intrinseco dell'opera compiuta.
Chiudiamo questa necrologia ricordando che il prof. Grablovitz fu
funzionario esemplare, meritevole d'ogni encomio confinatosi da se
medesimo e per la vita, nella piccola isola, diede alla scienza tutta
l'opera sua con modestia, zelo e spirito d'abnegazione. In condizioni
difficili per scarsità di personale e di dotazione, compì da se il
lavoro intellettuale e gran parte del lavoro manuale che a quello si
connette. Diede prestigio ad un ramo scientifico nuovo, importante per
la nostra Italia, che a quei tempi era guardato con diffidenza. Anche
negli altri rami della geofisica tenne alto il decoro della scienza
italiana. La sua fierezza per le cose nostre lo portava a lagnarsi che
qualche vota la stampa quotidiana desse all'estero dei vanti che sono
nostri. Fu un generoso e nessuno di noi suoi colleghi, ottenne qualche
successo di studi o di carriera che egli non se ne compiacesse con
gioviale entusiasmo. Per non dare agli isolani, ossessionati dall'idea
del terremoto, la sfavorevole impressione di una sua assenza, non si
allontanava dall'isola nemmeno per le vacanze. Assolse con abilità e
tatto il penoso compito di nulla nascondere alle popolazioni e d'altro
canto dare alle manifestazioni endogene il loro vero valore. Non gli
mancarono del resto alcuni riconoscimenti Ufficiali. I suoi apparecchi
sismici, presentati all'esposizione di Milano (1906), furono premiati
medaglia d'oro. Fu invitato ad assistere, con voto consultivo, alle
discussioni del Consiglio Direttivo di Metereologia e Geodinamica.
Appartenne al Comitato per gli studi talassografici del Mediterraneo in
qualità di tecnico esperto. Ebbe la cittadinanza Onoraria di
Casamicciola; ed ebbe dal Governo Fascista le insegne di Commendatore.
Fu Vice Presidente della Commissione Edilizia speciale per l'isola
d'Ischia, e membro della Commissione di giuria per l'aggiudicazione dei
premi nel concorso indetto dagli ingegneri ed Architetti di Milano per
le tre migliori proposte in fatto di costruzioni asismiche. Fu anche
Vice Presidente della società Alpina delle Giulie ; Membro della
Direzione delle società Minerva ed Adriatica di Trieste; Socio Fondatore
della Società Simologica Italiana e Membro di quella degli
spettroscopisti.
La dipartita del Prof. Giulio Grablovitz è causa di lutto nella schiera
dei cultori della geofisica di cui era decano ; causa di duolo per gli
abitanti di Ischia che ad ogni allarme ne invocheranno il genio tutelare
per la salvaguardia dell'isola.
R Ufficio Centrale di Mertereologia e Geofisica Dic 1928.
E. Oddone
In Astronomia esordì nel 1874 con la pubblicazione di calcoli di
previsione di fenomeni celesti, limitati prima a Trieste, poi estesi a
tutta Italia. Eseguì in seguito calcoli di eclissi, di congiunzioni, di
occultazioni: scrisse sul passaggio di Venere, ecc.
I primi suoi studi mareografici datano dal 1875 e sono tavole di maree.
Propose nuovi tipi di mareografi; Collaborò alla compilazione del
Portolano della Carte d'Italia intrapresa dal R. Istituto Idrografico
della Marina: eseguì il programma mareografico del Tirreno affidatogli
dal Comitato Talassografico. Scrisse sul fenomeno della marea
dell'Adriatico e ne diede le tavole. A questo proposito una
reminescenza. E' noto che l'illustre geodeta Austriaco Roberto von
Sterneck pubblicò, nel 1903, una carta delle isorachie adriatiche
basandosi su valori della costa dalmata che, per la maggior parte, erano
semplici interpolazioni aritmetiche e li giustificò mirabilmente con una
teoria sua propria attribuendo implicitamente a Manfredonia 6h ed ad
Ortona il 10h,5. Erano stupende ogive concentriche sulle quali il
Mazelle, il Magrini ed il De Marchi basarono argomentazioni in
opposizione alle vedute del Grablovitz. Ebbene in una successiva
pubblicazione il von Sterneck stesso, che allora troppo in buona fede
attinse ai dati altrui, dichiara:
Interpolati ed inesatti i dati su cui si era basato nel 1903;
Ammette il movimento d'altalena in cambio dell'irradiazione della marea
dalle aree di maggior profondità;
Revoca la legge emessa del continuo incremento della marea dal SE al NW
per ammettere invece una linea nodale con ampiezza minima nella parte
centrale;
A spiegare altri effetti suppone un'altra linea nodale quasi normale
alla prima qulae il Grablovitz accompagnò a pag.6 del fascicolo di
gennaio 1907 della Neptunia;
Ottiente mediante sue proprie osservazioni, nell'autunno del 1907, a
Manfredonia 3h,9 (non più 6h) ed a Ortona 3h, 3 ( non più 10h,5 ) in
secondo con 3h,3 e 3h,7 del Grablovitz rispettivamente determinate nel
1906 su osservazione del 1899 e 1901;
Costruisce infine una nuova carta (tuttavia discutibile da Ancona ad
Ortona) essenzialmente diversa dall'altra (1903) che il Megrini
riprodusse in appendice alla traduzione della marea del Darwin. E' anche
da ricordare che il Grablovitz ebbe a correggere l'errata cartina
mareografica dell'apprezzatissimo Atlante Berghaus.
La scelta di Trieste devesi al volere di quelle Città di veder
conservato il già esitente Osservatorio sismico, un desiderio
evidentemente subito esaudito per motivi patriottici. Fu il Comitato
talassografico a disporre che gli apparecchi sismici da Bosco Pontini
passassero ad un nuovo Padiglione costruito nei locali dell'Osservatorio
Geofisico al passeggio di S. Andre |
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